Il cioccolato fa male ai cani

Il cioccolato è un vero e proprio piacere per il palato ma questa innocente e gustosa prelibatezza  nasconde non poche insidie per i nostri amici a 4 zampe. Infatti, il cioccolato, deriva dai semi della pianta del cacao (Theobroma cacao) e contiene una sostanza, la teobromina che è un alcaloide purinico vegetale, isomero della teofillina, appartenente alla famiglia della Metilxantina.

Questa sostanza è tossica per il cane in quanto la metabolizza molto più lentamente dell’essere umano provocando così un accumulo del livello tossico nell’organismo. La teobromina è un eccitante del sistema nervoso e cardiocircolatorio, provoca tremori muscolari, convulsioni, aritmie cardiache, crisi di ipertensione arteriosa, ma è anche un diuretico e un vasodilatatore.

La tossicità da teobromina è dose dipendente e varia in funzione della taglia dell’animale, del tipo di cioccolata e dalla quantità ingerita. Il cioccolato amaro in polvere è quello più pericoloso in quanto contiene una percentuale molto elevata di teobromina rispetto al cioccolato al latte. Il cioccolato al latte contiene circa 140-173mg/100g di Metilxantina mentre quello fondente ne contiene 1198-1232mg /100g.

La sintomatologia da avvelenamento da teobromina sono molteplici e compaiono all’incirca 12 ore dopo che il cioccolato è stato ingerito. I segni clinici più comuni sono: vomito, aumento ritmo respiratorio e battito cardiaco, diarrea, tremore muscolare, incontinenza urinaria, convulsioni, iperattività, coma e nei casi più gravi anche morte.

La DL50, ossia la dose letale per il 50% del campione, sembra aggirarsi intorno ai 250-500 mg/kg; si sono verificati episodi di mortalità anche con dosi di 115 mg/kg. Segni clinici si possono manifestare con l’ingestione di 1,3 mg/kg di cioccolato amaro o con 13 mg/kg di cioccolato al latte.

Cioccolato_articolo cinopolis
Cioccolato_articolo cinopolis

Non esiste un antidoto per l’intossicazione da cioccolato. L’unico modo per salvare il nostro amico a 4 zampe è quello di sostenere le funzioni vitali di base dell’animale facendo in modo che la cioccolata non venga assorbita ulteriormente. Se sono trascorse meno di due ore dall’ingestione bisogna indurre il cane a vomitare eliminando così il 70% della sostanza tossica. Se l’ingestione è stata considerevole, l’induzione del vomito non è sufficiente e bisogna intervenire con una lavanda gastrica e somministrazione di carbone attivo che, grazie alla sua elevata area superficiale, dovuta alla presenza di microscopici pori, possiede un grande capacità assorbente per rimuovere il veleno il più velocemente dall’organismo. Il veterinario dovrà intervenire anche con fluidoterapia per prevenire la disidratazione causata dal vomito e diarrea favorendo l’eliminazione del principio tossico tramite l’emuntorio renale e somministrare farmaci anticonvulsivi per pazienti che presentano convulsioni e farmaci per il cuore in caso di aritmie cardiache.

Anche se Linneo, naturalista svedese, definì il ciccocolato come il cibo degli Dei per il nostro amico a 4 zampe può essere un vero e proprio killer.

Valentina Maggio

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